Sunday, January 29, 2012
Nature, and nature’s laws | Lay hid in night | God said, let Newton be! | And all was light. (epitaffio per Isaac Newton, scritto da Alexander Pope)
Tuesday, January 24, 2012

Una strada

Guidavo.

Era gennaio. Guidavo spesso su quella strada, era la strada per andare a casa. Era sempre diversa, quella strada, ma sempre così uguale. Passavano le stagioni ed era prima fredda, velata di quella brina che ricopre il mondo alle sette del mattino, mentre  tu guidi stanco. Ad aprile invece si bagnava di luce e tu aprivi il finestrino per far entrare l’odore della primavera. Poi era un tripudio di foglie, verdi, tante, tantissime, che vibravano come l’aria che saliva dall’asfalto bollente in un agosto fatto di pomeriggi pigri. Alla fine arrivava settembre e la strada si infiammava dei colori dell’autunno e così via, anno dopo anno, come una fenice fatta di asfalto, di rami e di cieli che mi passavano sopra. Ogni anno uguale. Ogni aprile, ogni agosto ed ogni settembre. Anche se ogni anno te eri sempre un po’ meno uguale.

Cambiava anche la modalità da cui la scrutavi la strada. Prima dal finestrino della vecchia auto dei tuoi, poi da quello di un autobus, poi dalla visiera di un casco mentre guidavi il motorino di un amico a cui l’avevi fregato, così per farti un giro, infine da quella macchina che stavo guidando, mentre pensavo che la strada era proprio uguale al gennaio dell’anno scorso. Era bello che quella strada non cambiasse mai.

Ho anche pensato che tra qualche anno magari il Comune potrebbe decidere di tagliare tutti gli alberi che costeggiano i margini. Magari quella strada non sarà più tanto uguale a come me la ricordavo, poi. Però ho pensato anche che magari qualcuno, più avanti, forse si ricorderà di quella strada sempre così, senza un albero, brulla, vagamente malinconica. Era bello sapere che per lui quella strada sarà sempre stata così. Mentre passano le stagioni. Anno dopo anno.

Guidavo.

Era gennaio?
Non me lo ricordo più.

Wednesday, January 11, 2012
L’amore è figlio di zingari,non ha mai conosciuto leggi;se tu non m’ami,io ti amo,se io ti amo, sta’ attento.L’uccello che tu credevi di aver catturato con un battito d’ali ha preso il volo;l’amore è lontano,tu puoi attenderlo,se non l’aspetti più,eccolo arrivare.Intorno a te,rapido,rapido,viene, se ne va,ritorna,tu credi d’afferrarlo,egli ti sfugge,tu credi di evitarlo,egli ti afferra.L’amore è figlio di zingari. Friedrich Wilhelm Nietzsche (via eternoritorno)
Friday, December 16, 2011
gravitazero:

rispostesenzadomanda:.

gaws:

Pulsar CP 1919

(see also)
Monday, December 12, 2011
L’amore è una pazzia temporanea, erutta come un vulcano e poi si placa, e quando accade bisogna prendere una decisione. Devi capire se le vostre radici si sono intrecciate al punto da rendere inconcepibile una separazione. Perchè questo è l’amore. Non è l’ardore, l’eccitazione, le imperiture promesse d’eterna passione, il desiderio di accoppiarsi in ogni minuto del giorno. Non è restare sveglia la notte a immaginare che lui baci ogni angolo del tuo corpo. No, non arrossire, ti sto dicendo qualche verità. Questo è semplicemente essere “innamorati”. Una cosa che sa fare qualunque sciocco. L’amore è ciò che resta quando l’innamoramento si è bruciato; ed è sia un arte sia un caso fortunato. Ci sono radici che si protendono sottoterra l’una verso l’altra e quando i bei fiori cadono si scopre che si è un albero solo, non due. Louis de Bernières (via coqbaroque)
Sunday, September 11, 2011
Tuesday, August 2, 2011
Monday, August 1, 2011
si è fatto tardi e anche se non devi è giusto che vada e che io la smetta di interrogarmi su quanto dura un abbraccio che vuol dire qualcosa. sentirsi presto, domani, ha la semplicità di una montagna. ma tu lo capirai troppo tardi.
Il mondo esplode e io sto attento a chi dar del lei e a chi del tu, la gente muore e io sto attento a non accostare il nero al blu, quando saremo grandi io non sarò niente eppure ti mancherò.
Wednesday, July 20, 2011

Il blog di Sartre

spaam:

Sartre accende il computer e scrive due righe sul suo blog. Il post lo intitola “La Nausea”: “La Nausea non è in me: io la sento laggiù sul muro, sulle bretelle, dappertutto attorno a me. Fa tutt’uno col caffè, son io che sono in essa”.

Dopo un’ora arriva il primo commento: “Forse hai mangiato pesante ^_^”
Segue il secondo: “LOL”
Il terzo è un pippone esistenzialista di mezza schermata
Il quarto scrive: “primo”
Dal quinto in poi siamo ormai fuori tema.